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Eva Green la sognatrice

di Paola Jacobbi per VanityFair Italia

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Eva Green, parla del suo nuovo ruola da trapezista nel film «Dumbo» di Tim Burton in uscita nel 2019. Con nuove foto di © Jonas Bresnan e intervista di Paola Jacobbi

Ha debuttato con The Dreamers di Bertolucci. Sua madre temeva che dopo non avrebbe fatto più film, invece la sua carriera da femme fatale è decollata. Anche se lei nella realtà è tutt’altro (e non le dispiacerebbe un mestiere diverso)

Impossibile prescindere da quell’inizio folgorante per una giovane attrice, figlia d’arte. Sua madre è Marlène Jobert (protagonista dell’Uomo venuto dalla pioggiae di tanto altro grande cinema francese) ma l’infanzia di Eva è stata «molto normale: alla nascita mia e di Joy, la mia sorella gemella, mamma ha praticamente lasciato le scene per occuparsi di noi. Quando sono uscita dalla scuola di recitazione e ho fatto il provino per The Dreamers, i miei erano un po’ preoccupati. Mia madre temeva che sarei stata la ragazza di un solo film, ma io ero molto decisa: amavo il cinema di Bertolucci da sempre, per anni avevo avuto un poster di Ultimo tango a Parigi sulla parete della mia stanza. E poi è stato tutto così facile e bello, un sogno».

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(non necessariamente per una festa in maschera)

Un sogno che è continuato. Oggi Eva è una star di Hollywood, è anche appena stata ammessa tra i membri della Academy per votare agli Oscar («spero che mi arrivino i dvd gratis dei film da vedere», dice ridendo) e ambasciatrice di un marchio di lusso come Bulgari: «Mi piace giocare con i gioielli e interpretarli, un po’ come se fossero accessori di scena. A volte li scelgo importanti e mi piace l’idea di attirare gli sguardi quando entro in una sala sfavillante come una vera diva. Altre volte scelgo solo quelli che rispecchiano davvero la mia personalità: minimali e funzionali, perché in fondo io sono una timida e spesso evito accuratamente di essere al centro dell’attenzione».

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Ma più passa il tempo e più è difficile stare lontana dal centro dell’attenzione. A marzo esce Dumbo, il live action tratto dal cartoon Disney diretto da Tim Burton, il terzo film che Eva gira con il regista. Si è detto anche di una relazione tra i due, ma lei smentisce. «Ci siamo conosciuti a Londra, un giorno di tempesta, con tuoni e fulmini. Un bellissimo incontro. Ma il nostro è solo un rapporto artistico. Non mi ha fatto un vero provino, credo che avesse visto soloCasino Royale».

Eva è stata Vesper Lynd, l’unica Bond Girl che abbia spezzato il cuore a James Bond. «Sono stata fortunata perché è una Bond Girl pensante. Quando mi proposero il film, ero molto incerta. Che cosa devo fare? Solo stare lì ed essere… bella? Per un’attrice non c’è nulla di peggio che essere considerata un guscio vuoto».

Qualcosa di peggio c’è. Trovarsi addosso le manacce di Harvey Weinstein. A Eva è capitato anche questo. «Mi sono difesa e me ne sono andata. Per un po’ mi è rimasta addosso la paura che quel no avrebbe distrutto la mia carriera. Tutte le attrici avevano paura di lui. Ho pure lasciato il set di Antichrist di Lars von Trier prima che iniziassero le riprese perché gli avevo chiesto delucidazioni sulle scene di sesso ma lui non voleva nemmeno parlarne con me. Mi sono capitati momenti sgradevoli anche con altri registi e produttori ma me la sono cavata da sola e non ne ho parlato pubblicamente. Poi, un anno fa, grazie alle altre donne che hanno raccontato le loro storie, tutte molto più drammatiche delle mie, ho aggiunto il mio nome alla lista. Lo scenario è cambiato e cambierà ancora. Ci vuole un trattamento, anche economico, più rispettoso e giusto per le donne, come ha detto Cate Blanchett. Lo scriva: voglio Cate Blanchett presidente dell’universo».

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©Vanity Fair 2018 Italia, dicembre 2018